In primavera nuovi itinerari metacreativi

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Care amiche, cari amici, dopo un lungo periodo di assenza dalla Rete (ma non dagli itinerari della mente e dello spirito) è giunto il momento di fare almeno un brevissimo accenno alle emozionanti esperienze che abbiamo vissuto dallo scorso autunno ad oggi. Si è trattato di vere e proprie immersioni nell’anima dei luoghi e delle antiche conoscenze delle terre che abbiamo incontrato, alla riscoperta di quelle dimensioni micro e macrocosmiche che arricchiscono non solo i nostri sensi ma anche la parte più profonda dell’essere umano. Incontri, laboratori, seminari, percorsi metacreativi, filosofici e spirituali sono stati vissuti in maniera diversificata, ora presso un particolare luogo, ora in modo itinerante, assecondando una filosofia che rispecchia appieno il motivo del cammino, della via da percorrere, anzi delle vie, al plurale, perché non ci siamo accontentati di un unico percorso, ma abbiamo voluto sentire e vivere la molteplicità delle tante strade che, in quanto esseri viventi e parti di un tutto universale, abbiamo la possibilità di scoprire e percorrere.
Presto, per essere più precisi in aprile, ripartiremo con nuovi percorsi della mente e con nuovi itinerari metacreativi, in modo particolare stiamo preparando dei cammini (incontri, seminari, percorsi, ritiri) riguardanti la simbologia, la filosofia del profondo, la metacreatività come alternativa ad un vissuto monocromo e privo di stimoli, la meta-poesia e la meta-narrazione come momenti di conoscenza del Sé e dell’Altro, la meta-archeologia come ritrovo delle origini perdute dell’individuo e come cammino attraverso la conoscenza dei secoli, incontrando direttamente luoghi preistorici e storici, e vivendoli in prima persona. Inizieremo insieme questi nuovi percorsi, continuando a condividere esperienze ad un tempo di profondità e leggerezza, che non vuol dire superficialità ma riscoperta del nostro universo con tranquillità, dolcezza e spiritualità. Chiunque fosse interessato può chiedere informazioni scrivendo a itinerarimetacreativi@gmail.com

Al bordo dell’acquario

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Care amiche, cari amici, dalle pagine di Itinerari Metacreativi, vi dedico una breve storia, intima e colma di dolcezza.

Al bordo dell’acquario

Il mio universo sporge ai bordi di un acquario, un’azzurra vasca circolare nel fondo d’un giardino spiritato, dove il vento crea istanti sulle foglie d’un platano longevo, mentre volano gli insetti e i frutti del tarassaco. Il mio universo sono io, seduto sull’orlo dell’acquario, nel tempo dell’Oriente, scandito da sfere luccicanti e lampioni di cartone colorato. Palloncini vibrano nell’aria, per poi cadere nel cerchio d’acqua, qui in giardino, fermi a quell’età che non ha età.
Ecco, io parlo ai pesci, ai loro occhi tondi e liquidi, fissi come chiodi di garofano d’un dolce natalizio. Parlo con parole-oceani alle fluide piante che respirano sott’acqua. Parlo agli esseri che hanno coda e pinne, pelle argento e oro, e brulicano sott’acqua, dando forma a bolle e disegnando rotte circolari.
Do loro da mangiare piccole molliche di pane, come si faceva una volta, quando tutto era diverso, o così dicevano i pescatori per ingannare il tempo.
Nell’acquario, un pesce verde e indaco, simile a una nannacara, muove in cerchio. È uno strano pesce, un pesce dal sangue caldo, come non ve ne sono nell’acquario del giardino, traboccante di carpe e d’inquietudini abbandonate.

G.C.

Il niente indivisibile e la circolarità del tempo

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Care amiche, cari amici, dalle pagine di Itinerari Metacreativi, un mio pensiero per chiudere la settimana nel segno del rinnovamento e della serenità interiore. Buona lettura e buon itinerario.

Il niente indivisibile. È a lui che apparteniamo – disse un vecchio provato dalla vita e senza più desideri.
L’anziano uomo argomentava di falsi miti e false credenze, a cui tutti, prima o poi, finiamo per credere.
Crediamo perché ci manca qualcosa – continuò.
Lo osservavo discorrere del niente, di questa dimensione così vicina e così lontana.
Dopo il tempo del sole viene sempre il tempo del crepuscolo. È quell’indecifrabile momento in cui la luce non è più luce e il buio non è ancora buio. Una penombra nella quale prendono forma i nostri pensieri più reconditi. È l’arcano che si mostra appena, nel chiarore fioco del tardo meriggio, nel dilatato attimo in cui le ombre sono lunghe e sembrano diventare smisurate, quasi scomparire al di là di un albero, di un muro, di uno specchio d’acqua.

Io penso al tempo come a un infinito cerchio, un eterno ritorno delle possibilità. Non credo al ritorno dell’uguale, come dai Greci ad oggi in molti farfugliano. Il ritorno del tempo e dello spazio è un continuo rinnovamento, di noi stessi, degli altri, del mondo che ci circonda.
Il mio tempo non è una linea retta interminabile, la cui origine e la cui fine sono sconosciute. Nel tempo lineare, un’occasione persa equivale a una piccola morte. È morto l’attimo, è fuggito via. Il secolare carpe diem che da Orazio ci molesta. Ecco, io dico che nel tempo circolare non si perde l’occasione una volta e per sempre. L’occasione si ripresenta più e più volte, diversa, mai uguale, e proprio per questo meravigliosamente bella.

G.C.

Itinerari metacreativi e antiche culture del territorio.

Salento

Spesso, nel corso dei nostri incontri, ritiri, seminari, laboratori, siamo andati incontro alla domanda, se il percorso che ci siamo proposti di intraprendere sia o meno connesso al territorio. Ebbene, pur non accogliendo forme di campanilismo e/o provincialismo, la nostra ricerca vuole percorrere il mondo, per molti versi sconosciuto, dei significanti e dei significati legati alla primordialità dell’espressione della psiché e del pneuma, così pure dell’ars, di cui si ritrovano presenze nel Salento ancestrale, ricco di rituali e rappresentazioni archetipiche, e in cui è possibile tracciare itinerari attraverso siti megalitici e luoghi di culto che, partendo dalla storia remota, sfociano nel retro-cultura intimo – e alle volte inquietante – di questa «Terra di mezzo». È, dunque, una risposta affermativa, a patto che tutto ciò sia inteso secondo una lettura scevra da accostamenti tradizional-popolari che tenderebbero a far ricadere su alcuni termini (pensiamo, ad esempio, alla magia, alle arti astrologiche e alchemiche) un significato banalizzante. Fatto salvo un punto di contatto che definiremo di natura atavica, primitiva, ovvero quel punto di partenza da cui ha avuto origine l’interesse generale per la conoscenza, per l’arte e la creatività, si dovrà tenere presente, come dato per noi inequivocabile, che per i nostri itinerari le conoscenze – anche quelle all’apparenza più lontane dal quotidiano – sono da considerare in senso filosofico, artistico, poetico. Naturalmente, il tentativo di “filosofizzare” tali pratiche non deve essere inteso come un momento totalizzante e cattedratico, bensì aggregante e partecipativo. È nella condivisione, infatti, che crediamo sia il sale del vero benessere interiore.

R.I.m.

La terra tra le mani

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Care amiche, cari amici, dalle pagine di Itinerari Metacreativi, ho un altro pensiero per voi, più duro del precedente, ma altrettanto sincero; e che, nonostate l’apparente melanconia, racchiude – neanche tanto velatamente – l’invito a ritrovare una condizione che ci è naturale, ma che spesso viene dimenticata in nome della nostra presunta civiltà.

LA TERRA TRA LE MANI

Ci hanno precluso la terra
pensando di farci cosa grata
e invece ci hanno reso
una generazione di sfibrati.

Hanno posto una distanza siderale tra noi e la terra
facendoci credere che sporcarsi le mani
in mezzo ai campi
fosse la cosa più brutta di questo mondo
la più terribile
e non la più bella.

Ecco, affondiamo le mani nella terra
impastiamo, modelliamo, creiamo
senza la paura della macchia
che potrà sporcare la maglia o il pantalone
ma non il cuore né il nostro sorriso.

G.C.

Il senso di un itinerario metacreativo

creatività

Più volte, nel corso di ritiri, incontri, seminari, laboratori, è sorta spontanea la domanda sul senso vero, profondo, ultimo di un itinerario metacreativo. Ebbene, rispondere a questo interrogativo è, ad un tempo, operazione semplice e complessa. Quello che possiamo dire, in tutta sincerità, è che il nostro lavoro è il risultato di una ricerca che si propone di accostarsi a un pensiero che prenda in considerazione le filosofie, le rappresentazioni ideatiche, i simboli, la creatività, l’arte; in altri termini tutto ciò che rappresenta non solo la sfera interiore dell’uomo ma anche il suo “lato esterno”. Si tratta di elementi in simbiosi con visioni ataviche; figurazioni e conoscenze di matrice intuitiva e prelogica presenti fin dai tempi più remoti. Questi lineamenti ideatici si incrociano a forme d’arte letteraria, poetica e visiva e con correnti filosofiche e spirituali. Per quanto possibile, è stato nostro impegno rendere evidente il livello della ricerca, cercando di evitare carichi tecnicistici, pur conservando una profondità di approccio e di studio; né sono state trascurate le invenzioni orali e/o letterarie, come molte fonti non ancora ufficialmente confermate: si pensi in particolare all’agiografia, alla fiabistica, alle leggende; fonti che rimangono non prive di zone oscure e, di conseguenza, non totalmente verificabili per la loro intrinseca natura. Tuttavia, al di là dei connaturati limiti, il valore profondo dello studio e il fine ultimo dei nostri itinerari metacreativi risiedono soprattutto nel prendere in considerazione punti di vista nuovi e trasversali, sia rispetto ai tradizionali percorsi d’accostamento alle linee culturali di determinati luoghi fisici e meta-fisici, sia rispetto agli sviluppi che queste nuove angolature possono apportare alla ricerca generale e individuale. Intraprendere un itinerario metacreativo vuol dire soprattutto andare oltre la creatività e il pensiero creativo tradizionali, cercando nuove vie, nuovi luoghi, nuove esperienze.

G.C.

I giorni itineranti di agosto: un breve compendio

percorsi

Care amiche, cari amici, il mese di agosto è stato uno spazio temporale davvero pieno di appuntamenti per Itinerari Metacreativi. Tra passeggiate filosofiche, workshop sulla creatività e metacreatività, seminari sulla simbologia e sul segno, incontri poetici e letterari, il calendario ci ha dato moltissime possibilità di esprimerci e tantissime soddisfazioni. Con un’alternanza di percorsi dinamici, di cammino (anche in senso letterale, con le escursioni presso siti megalitici, campagne incolte e zone costiere selvagge), alla riscoperta delle nostre radici più vere e legate indissolubilmente agli stati primitivi e atavici dell’umanità, e i ritiri, laboratori e seminari tenuti presso strutture organizzate (ma comunque capaci di mantenere vive le caratteristiche naturali, istintive e ancestrali dei luoghi, le atmosfere rurali e i rapporti genuini tra le persone), abbiamo vissuto tante esperienze che ci hanno arricchito profondamente. Si è trattato di momenti veramente intensi dove lo spirito di gruppo e di comunità ha creato frangenti di condivisione creativa ed emozionale. In autunno il nostro percorso proseguirà e il nostro calendario sarà altrettanto ricco di appuntamenti. Continuate a seguirci. Per informazioni cliccare sul menu “Contatti”.

R.I.m.

RITIRO FILOSOFICO CON “IL PENSIERO METACREATIVO” DI GIANLUCA CONTE

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L’Associazione Vele Racconto, Dimora Silente B&B, Musicaos Editore e Itinerari Metacreativi presentano:
“Ritiro Filosofico con Gianluca Conte e Il pensiero metacreativo
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“Il pensiero metacreativo. Nuovi percorsi della mente” (Musicaos Editore) è il testo di partenza per un seminario in cui si propone uno sguardo differente sulle nostre facoltà “percettive” e “meta-sensoriali”, attraverso la nostra dimensione simbolica tramite la filosofia, l’arte, la poesia, e tutto ciò che è nutrimento dello spirito (senza trascurare le pratiche creative “materiali”).
“il pensiero metacreativo” sarà un vero e proprio cammino che, stimolando il nostro lato interiore, ci porterà a conoscere una nuova dimensione creativa e a guardare noi stessi e il mondo da altre prospettive.

Il seminario si terrà nell’agrumeto della suggestiva Dimora Silente, B&B e laboratorio sartoriale, in cui le suggestioni creative si intrecciano con l’ospitalità e la professionalità di Francesca Iaconisi, fashion designer .
Organizzazione a cura dell’Associazione VeleRacconto; per info e prenotazioni: veleracconto@gmail.com; lucia.cordella@gmail.com
È gradita PRENOTAZIONE

L’idea di Itinerari Metacreativi come disegno interiore

creatività

Da quando è nata l’idea del progetto Itinerari Metacreativi, ci siamo trovati davanti a diverse problematiche, tra cui, una delle più gravose, era come evitare che la nostra frenetica quotidianità ci portasse verso un inaridimento creativo, affettivo, artistico. E proprio questo spirito di non rassegnazione al “già dato”, alla regola silenziosa per cui “le cose vanno così”, costituisce una notevole spinta a intraprendere un percorso interiore (ma anche pratico) che porta al “pensiero metacreativo”, una forma di pensiero laterale, che si muove in direzione della riscoperta del pensiero intuitivo, dell’aspetto prelogico del nostro universo, delle forme originarie ed elementali dell’arte. Si tratta di un itinerario che non rappresenta una sorta di viaggio iniziatico per pochi eletti, quasi fosse un criptico messaggio che solo qualche adepto può recepire. Al contrario, la creatività è qualcosa che noi intendiamo al plurale, qualcosa di altamente partecipativo. Stiamo parlando, dunque, di tanti percorsi, tante vie, da percorrere insieme o, come recita il progetto da cui tutto è cominciato, tanti ITINERARI METACREATIVI, che saranno gli strumenti con cui realizzare il nostro disegno interiore, senza fretta né tensioni; con serenità e un approccio al nostro Sé-creativo (o per meglio dire, metacreativo) e al mondo esterno – di cui siamo parte – privo di quei preconcetti che bloccano il nostro essere creativi.

G.C.

Laboratori erranti di poesia nella dimensione spazio-temporale

Teatro greco

L’idea di fondo, su cui si apre questo nuovo orizzonte laboratoriale di Itinerari Metacreativi, è che la poesia possa incontrare la propria dimensione più profonda e arcana (intesa come espressione vocale e come dimensione spazio-temporale della parola poetica) negli spazi naturali e/o urbani, con predilezione, rispetto a questi ultimi, dei luoghi artistici, e dalle forti valenze metafisiche. Si tratta, dunque, non di semplici letture, letture sceniche o performances audiovisive, bensì di vere e proprie immersioni nella psico-fisicità dei luoghi, in esperienze osmotiche rispetto all’ambiente di volta in volta scelto. Tutto ciò, non come condizione effimera e momentanea, ma come creazione di uno spazio culturale al contempo stanziale e ramingo: stanziale per ciò che concerne la sua nascita e crescita, ramingo perché l’intenzione che sottende il progetto è di rendere errante tale esperienza. All’interno del progetto, una parte importante troverà la conoscenza storico-artistica dei luoghi, dei soggetti/oggetti ivi presenti e delle forme d’espressione creativa: architettura, disegno, pittura, iconografia, scultura, fotografia, ecc.; in modo da creare sincretismo tra la poesia e sua declamazione. Parola  e arti visive si incontreranno, dando luogo a tante espressioni metacreative.

R.I.m.